Oltre alle arti marziali, l'altra mia grande passione è la coltivazione e la ricerca spirituale, che saranno oggetto di sviluppo per gli articoli del blog dell'Eterna Primavera. Raramente o molto marginalmente parlerò di arti marziali, quello lo faccio volentieri a voce o in palestra. In questo spazio voglio condividere i miei pensieri sulla Via.
Immaginare
una primavera che non conosce fine è più di un sogno poetico: nella
tradizione cinese, è il cuore pulsante di un'aspirazione filosofica,
spirituale e fisica.
Il concetto di "Eterna Primavera" è un principio organizzatore fondamentale che rappresenta:
- lo stato originario dell'universo (Tao/Dao)
- l'immortalità nell'Alchimia Taoista
- l'illuminazione nel Buddhismo
- paradisi nei mondi superiori dell'esistenza, in entrambe le tradizioni
Questo
articolo esplora le radici di questo potente archetipo, attingendo
direttamente alle fonti del pensiero taoista e buddhista che lo hanno
plasmato.
1. Le Radici Taoiste: Il Ritorno allo Stato Primordiale
Il Taoismo pone al centro la ricerca dell'immortalità (xian), intesa come piena realizzazione e armonia con il Tao. L'Eterna Primavera ne è la condizione necessaria.
2. L'Alchimia Interiore: Coltivare il Giardino del Corpo
Per i taoisti operativi, l'Eterna Primavera non era solo un luogo mitico, ma una condizione fisiologica realizzabile. I testi di alchimia interiore (neidan) usano il termine in modo tecnico.
3. La Via Buddhista: La Primavera della Mente Illuminata
Il
Buddhismo Mahayana, giunto in Cina, reinterpretò il simbolo in chiave
psicologica e spirituale. L'Eterna Primavera diventa lo stato della mente risvegliata.
"Sutra del Loto" (Miàofǎ Liánhuá Jīng) - Capitolo 16:
Il
Buddha rivela la sua natura eterna e la sua "durata di vita
inconcepibilmente lunga". La sua Terra di Buddha è descritta come un
luogo di gioia, purezza e freschezza costanti (qīngliáng), qualità associate alla primavera spirituale. Il Buddha stesso è l'origine di una primavera perenne del Dharma, che ristora gli esseri dalla sofferenza.
"Il Poema della Fede nella Mente" (Xìnxīn Míng) di Jianzhi Sengcan (III Patriarca Chan):
"La Via è perfetta come lo spazio vuoto, senza mancanza, senza eccesso... Quando
il pensiero dualistico cessa, tutto ritorna all'Uno. Non c'è più dentro
o fuori, come la primavera che non fa differenze tra gli alberi."
Qui l'immagine della primavera diventa metafora della mente non-duale
del risveglio: spontanea, inclusiva, che dà vita a tutte le cose senza
discriminazione, proprio come la primavera fa fiorire ogni albero.
4. La Sintesi Letteraria: Il Viaggio come Ricerca
Il capolavoro che fonde queste tradizioni è il Viaggio in Occidente (Xīyóu Jì), dove l'Eterna Primavera è l'oggetto stesso della ricerca.
Capitolo 1: Sun Wukong, alla ricerca dell'immortalità, arriva alla Montagna della Stella della Mente e della Grotta della Luna e delle Tre Stelle.
"Vide una grotta... Sopra l'ingresso, una tavoletta di pietra con inciso: 'Grotta della Luna Obliqua e delle Tre Stelle'. All'interno, non v'era traccia di polvere; pino e bambù crescevano rigogliosi. Qui non esistono inverno né estate; è eternamente primavera."
Il nome stesso della grotta è un rebus che forma il carattere 心 (xīn, "cuore-mente"). Il messaggio è esplicito: la dimora dell'Eterna Primavera, del segreto dell'immortalità, è nel cuore-mente. È la massima sintesi: l'utopia taoista (un luogo fisico di primavera) si rivela essere la mente illuminata del Buddhismo.
Capitolo 5: L'altro polo è il Giardino dei Peschi di Xiwangmu (la Regina Madre d'Occidente),
dove i frutti dell'immortalità maturano ogni millennio. Sun Wukong, non
essendo stato invitato al banchetto, ruba i peschi. Questo episodio
illustra la differenza tra l'immortalità conferita (il frutto esterno, la via taoista istituzionale) e l'immortalità conquistata
(la via interiore, buddhista/taoista), e il fallimento di chi, come la
Scimmia, cerca la prima senza meritarla attraverso la seconda.
Il Seme Perenne nella Cultura Cinese
L'Eterna Primavera è dunque un concetto-cardine che attraversa tutta la cultura cinese spirituale:
Per il Taoismo cosmologico è lo stato originario e perduto dell'universo a cui ritornare.
Per il Taoismo alchemico è il frutto della trasformazione interiore del corpo e dello spirito.
Per il Buddhismo è la metafora della natura-di-Buddha sempre presente e della freschezza della mente risvegliata.
Per la sintesi popolare (come nel Viaggio in Occidente) è l'oggetto del pellegrinaggio esistenziale, che si rivela essere sia un luogo celeste sia la propria natura più profonda.
Non è un'utopia statica, ma un principio dinamico di rigenerazione perpetua. Coltivare l'Eterna Primavera significa, in definitiva, credere che dentro il ciclo di nascita e morte esista un nucleo di vita inesauribile, un seme che non muore mai, e che l'arte suprema della vita sia
imparare a nutrirlo, nel corpo e nella coscienza. In questo, la
tradizione cinese ci offre una delle più potenti e persistenti visioni
di speranza e di autotrasformazione che la storia spirituale umana abbia
prodotto.
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