sabato 7 febbraio 2026

L'Eterna Primavera: L'Archetipo dell'Immortalità

Oltre alle arti marziali, l'altra mia grande passione è la coltivazione e la ricerca spirituale, che saranno oggetto di sviluppo per gli articoli del blog dell'Eterna Primavera. Raramente o molto marginalmente parlerò di arti marziali, quello lo faccio volentieri a voce o in palestra. In questo spazio voglio condividere i miei pensieri sulla Via.

Immaginare una primavera che non conosce fine è più di un sogno poetico: nella tradizione cinese, è il cuore pulsante di un'aspirazione filosofica, spirituale e fisica. 

Il concetto di 
"Eterna Primavera" è un principio organizzatore fondamentale che rappresenta:
- lo stato originario dell'universo (Tao/Dao)
- l'immortalità nell'Alchimia Taoista
- l'illuminazione nel Buddhismo
- paradisi nei mondi superiori dell'esistenza, in entrambe le tradizioni

Questo articolo esplora le radici di questo potente archetipo, attingendo direttamente alle fonti del pensiero taoista e buddhista che lo hanno plasmato.

1. Le Radici Taoiste: Il Ritorno allo Stato Primordiale

Il Taoismo pone al centro la ricerca dell'immortalità (xian), intesa come piena realizzazione e armonia con il Tao. L'Eterna Primavera ne è la condizione necessaria.

  • Zhuangzi (ca. IV sec. a.C.) - "Il Volo Libero":

    "Sul Monte della Perfetta Unità (Gūyè Shān), gli dèi risiedono. La loro pelle è come ghiaccio e neve, la loro grazia è come quella di una vergine. Non mangiano i cinque cereali, ma si nutrono di vento e rugiada... In quel luogo, le quattro stagioni non esistono; è sempre primavera."
    Qui, il primo riferimento diretto: l'Eterna Primavera è l'attributo di un luogo sacro abitato da esseri perfetti, liberi dai bisogni terreni e dall'alternanza ciclica che implica decadimento. È lo stato del mondo prima della caduta nella dualità.

  • Liezi - "Il Paese degli Immortali":

    "A nord del Mare del Nord c'è un paese degli immortali... Non esistono inverno né estate; i venti sono soavi e la luce del sole è temperata. Cento fiori sbocciano ogni giorno."
    Il testo descrive letteralmente un paradiso fisico di primavera perpetua, modello per tutte le successive utopie cinesi, accessibile solo a chi ha superato i limiti della condizione mortale.

2. L'Alchimia Interiore: Coltivare il Giardino del Corpo

Per i taoisti operativi, l'Eterna Primavera non era solo un luogo mitico, ma una condizione fisiologica realizzabile. I testi di alchimia interiore (neidan) usano il termine in modo tecnico.

  • Zhang Boduan, "Il Cantico dell'Illuminazione" (Wùzhēn Piān, XI sec.):

    "Quando il Fuoco del Cuore (li) e l'Acqua dei Reni (kan) si uniscono, nel Campo di Cinabro (dantian) nasce l'Eterna Primavera."
    Questa è la formula chiave: l'Eterna Primavera è il frutto dell'alchimia interna, l'equilibrio perfetto delle forze opposte (Yin e Yang, Acqua e Fuoco) che trasforma il corpo mortale in un "corpo di primavera", immune a malattia e decadenza. Non è metafora, ma descrizione di uno stato energetico raggiunto.

3. La Via Buddhista: La Primavera della Mente Illuminata

Il Buddhismo Mahayana, giunto in Cina, reinterpretò il simbolo in chiave psicologica e spirituale. L'Eterna Primavera diventa lo stato della mente risvegliata.

  • "Sutra del Loto" (Miàofǎ Liánhuá Jīng) - Capitolo 16:
    Il Buddha rivela la sua natura eterna e la sua "durata di vita inconcepibilmente lunga". La sua Terra di Buddha è descritta come un luogo di gioia, purezza e freschezza costanti (qīngliáng), qualità associate alla primavera spirituale. Il Buddha stesso è l'origine di una primavera perenne del Dharma, che ristora gli esseri dalla sofferenza.

  • "Il Poema della Fede nella Mente" (Xìnxīn Míng) di Jianzhi Sengcan (III Patriarca Chan):

    "La Via è perfetta come lo spazio vuoto, senza mancanza, senza eccesso... Quando il pensiero dualistico cessa, tutto ritorna all'Uno. Non c'è più dentro o fuori, come la primavera che non fa differenze tra gli alberi."
    Qui l'immagine della primavera diventa metafora della mente non-duale del risveglio: spontanea, inclusiva, che dà vita a tutte le cose senza discriminazione, proprio come la primavera fa fiorire ogni albero.

4. La Sintesi Letteraria: Il Viaggio come Ricerca

Il capolavoro che fonde queste tradizioni è il Viaggio in Occidente (Xīyóu Jì), dove l'Eterna Primavera è l'oggetto stesso della ricerca.

  • Capitolo 1: Sun Wukong, alla ricerca dell'immortalità, arriva alla Montagna della Stella della Mente e della Grotta della Luna e delle Tre Stelle.

    "Vide una grotta... Sopra l'ingresso, una tavoletta di pietra con inciso: 'Grotta della Luna Obliqua e delle Tre Stelle'. All'interno, non v'era traccia di polvere; pino e bambù crescevano rigogliosi. Qui non esistono inverno né estate; è eternamente primavera."
    Il nome stesso della grotta è un rebus che forma il carattere 心 (xīn, "cuore-mente"). Il messaggio è esplicito: la dimora dell'Eterna Primavera, del segreto dell'immortalità, è nel cuore-mente. È la massima sintesi: l'utopia taoista (un luogo fisico di primavera) si rivela essere la mente illuminata del Buddhismo.

  • Capitolo 5: L'altro polo è il Giardino dei Peschi di Xiwangmu (la Regina Madre d'Occidente), dove i frutti dell'immortalità maturano ogni millennio. Sun Wukong, non essendo stato invitato al banchetto, ruba i peschi. Questo episodio illustra la differenza tra l'immortalità conferita (il frutto esterno, la via taoista istituzionale) e l'immortalità conquistata (la via interiore, buddhista/taoista), e il fallimento di chi, come la Scimmia, cerca la prima senza meritarla attraverso la seconda.

Il Seme Perenne nella Cultura Cinese

L'Eterna Primavera è dunque un concetto-cardine che attraversa tutta la cultura cinese spirituale:

  1. Per il Taoismo cosmologico è lo stato originario e perduto dell'universo a cui ritornare.

  2. Per il Taoismo alchemico è il frutto della trasformazione interiore del corpo e dello spirito.

  3. Per il Buddhismo è la metafora della natura-di-Buddha sempre presente e della freschezza della mente risvegliata.

  4. Per la sintesi popolare (come nel Viaggio in Occidente) è l'oggetto del pellegrinaggio esistenziale, che si rivela essere sia un luogo celeste sia la propria natura più profonda.

Non è un'utopia statica, ma un principio dinamico di rigenerazione perpetua. Coltivare l'Eterna Primavera significa, in definitiva, credere che dentro il ciclo di nascita e morte esista un nucleo di vita inesauribile, un seme che non muore mai, e che l'arte suprema della vita sia imparare a nutrirlo, nel corpo e nella coscienza. In questo, la tradizione cinese ci offre una delle più potenti e persistenti visioni di speranza e di autotrasformazione che la storia spirituale umana abbia prodotto.

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