Questo percorso, noto come le Cinque Fasi del Sentiero, rappresenta una mappa universale che descrive l'evoluzione del praticante. Come un metro di misura, queste cinque tappe permettono di valutare il proprio progresso e di comprendere la logica sottostante a qualsiasi tradizione spirituale autentica. Vediamole nel dettaglio.
1. Saggezza e Accumulazione del Merito
La prima fase è quella che in sanscrito viene chiamata Sambhara-marga, il "sentiero dell'accumulazione" . È il momento in cui il praticante "prepara i bagagli" per un lungo viaggio. Non si può intraprendere un'impresa così grande senza gli strumenti adatti e senza una mappa.
In questa fase iniziale, l'enfasi è posta su due accumulazioni parallele e complementari:
- L'accumulazione di merito: Consiste nella riforma del proprio comportamento e nella pratica della virtù. Si tratta di gettare le basi etiche indispensabili per qualsiasi progresso spirituale. Come un carro che non può muoversi su un terreno paludoso, la mente non può progredire se è agitata dalle conseguenze di azioni non virtuose. La pratica delle Dieci Azioni Virtuose è fondamentale in questa fase: astenersi dall'uccidere, dal rubare, dalla cattiva condotta sessuale, dalla menzogna, e così via . Questa base etica è paragonabile ai "fattori in evoluzione" che trasformano la nostra "rete di forza positiva" .
- L'accumulazione di saggezza: Parallelamente alla riforma etica, il praticante studia e assimila gli insegnamenti teorici. Ascolta il Dharma (insegnamenti) e pondera ciò che ha imparato, sviluppando una "discriminazione che nasce dall'ascolto e dalla riflessione" . Deve comprendere concetti come le Quattro Nobili Verità e la vacuità, almeno a livello intellettuale.
Senza questa doppia accumulazione, qualsiasi esperienza meditativa successiva rischierebbe di essere instabile o fuorviante. Quando la motivazione principale nella vita diventa spontaneamente la rinuncia al samsara (il ciclo di nascite e morti) e, per i Mahayana, la compassione universale (bodhicitta), si è ufficialmente entrati in questo primo sentiero .
2. Applicazione, Preparazione o Pratica di Coltivazione Intensa
La seconda fase, Prayoga-marga, è il momento dell'applicazione intensa, dello "yoga intensificato" . Se la prima fase era di preparazione teorica ed etica, questa è di pratica meditativa profonda. Il praticante ora applica la sua mente agli oggetti di meditazione con una concentrazione sempre più raffinata, cercando di unire la serenità stabile (shamatha) con la visione penetrante (vipashyana) .
Le fonti descrivono questa fase come un processo di purificazione energetica. A livello sottile, si dice che avvenga l'apertura dei canali energetici (i nadi) e il risveglio del "calore" (kundalin ). Non a caso, questa fase è suddivisa in quattro sotto-stadi di crescente profondità, che rappresentano il graduale avvicinamento alla percezione diretta della realtà:
- Calore: Il primo assaggio di una comprensione unificata e profonda. Il praticante raggiunge uno stato di shamatha e vipashyana concettuale sulle verità fondamentali, che sorge spontaneamente anche nello stato di veglia .
- Picco: Questa realizzazione si stabilizza al punto da essere presente anche nello stato di sogno. La comprensione raggiunge il suo apice nel piano mondano .
- Tolleranza: In questa sotto-fase, il praticante sviluppa una tale fiducia nella realtà del "non-sé" da perdere ogni paura di annientamento. È un livello di profonda accettazione che recide definitivamente la possibilità di rinascere nei regni inferiori (inferi, spiriti affamati, animali) .
- Massimo Dharma Mondano: È l'ultimo barlume di percezione concettuale prima del grande salto. Il praticante è ora in grado di applicare la sua comprensione unificata alla natura stessa della mente .
3. Illuminazione Iniziale
Il terzo sentiero, Darshana-marga, è un momento di rottura e di profonda trasformazione. Finalmente, dopo aver scalato la montagna con l'aiuto di mappe e descrizioni (concetti), il praticante arriva in vetta e vede il panorama con i propri occhi. È l'illuminazione iniziale .
In questa fase, il praticante sperimenta per la prima volta in modo diretto e non-concettuale la realtà del "non-io" (anatman). La meditazione sulla "visione diretta", insegnata in tradizioni come il Buddhismo Chan, permette di vedere le cose senza aggiungere etichette, giudizi o pensieri, con la mente fresca di un bambino che osserva il mondo per la prima volta .
Si scopre che la propria identità non è l'ego limitato e separato, ma una consapevolezza pura e universale. Chi raggiunge questa fase diventa un Arya, un "nobile essere", e si dice che abbia ottenuto la prima delle dieci terre del Bodhisattva (bhumi) . Ora inizia a sradicare le "oscurazioni emotive", come rabbia e attaccamento, che impediscono la liberazione .
4. La Vera Pratica della Coltivazione, Verso la Perfetta Illuminazione
Il quarto sentiero, Bhavana-marga, è la fase della "vera pratica di coltivazione". Avere visto la realtà è come aver arato un campo fertile; ora bisogna seminarlo e coltivarlo giorno dopo giorno per eliminare le erbacce.
Se nella fase di Visione si è compresa la vacuità del sé, ora si deve realizzare profondamente la vacuità di tutti i fenomeni. Il lavoro è sottile e profondo: si tratta di purificare le energie abitudinarie residue (i samskara) e i condizionamenti accumulati in innumerevoli vite. Questa fase copre dalla seconda alla decima terra del Bodhisattva, e il praticante continua a meditare per rimuovere le ultime tracce di ignoranza, le cosiddette "oscurazioni cognitive", che offuscano l'onniscienza .
5. Completa e Perfetta Illuminazione
L'ultima fase, Nishtha-marga o aśaikṣa-marga, è il traguardo finale. Il nome significa "sentiero di non-apprendimento" o "stato di non-apprendimento", perché non c'è più nulla da imparare o da praticare; la meta è stata raggiunta .
È la Buddità, l'illuminazione completa e perfetta. Questo stato comporta la padronanza totale sulla coscienza e sulla materia. Il Buddha realizza i Tre Corpi (Trikaya) :
- Il Dharmakaya (Corpo di Verità): la mente onnisciente del Buddha, la consapevolezza pura e infinita.
- Il Sambhogakaya (Corpo di Godimento): la forma sottile attraverso cui il Buddha insegna agli esseri più elevati.
- Il Nirmanakaya (Corpo di Emanazione): la forma fisica, come quella del Buddha storico Shakyamuni, che appare nel mondo per guidare gli esseri ordinari.
Una Scienza Universale della Mente
Ciò che rende straordinario questo schema è la sua precisione e universalità. Come dimostrano gli studi accademici sulle fonti sanscrite e cinesi, questa struttura dei "cinque sentieri" è alla base della soteriologia (la dottrina della salvezza) di molte scuole buddhiste, dai Sarvāstivāda ai Mahayana .
Che si parli di apertura dei canali energetici, di visione diretta del Tao o di realizzazione del non-sé, la mappa rimane la stessa. Essa descrive un viaggio che parte dalla riforma del carattere, passa attraverso l'addestramento della mente e la purificazione delle energie, raggiunge un primo, folgorante assaggio di verità, e si completa con la rimozione totale di ogni condizionamento. Per il ricercatore spirituale, conoscere queste cinque fasi non è solo un esercizio accademico, ma significa avere tra le mani la bussola per orientarsi nel viaggio più affascinante che esista: quello dentro sé stessi.

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