Il cuore di questo percorso è la raffinazione dei cosiddetti "Tre Tesori": l'Essenza (Jing), l'Energia Vitale (Qi) e lo Spirito (Shen). Attraverso fasi sequenziali e ben definite, il praticante impara a distillare la materia densa del proprio corpo e della propria mente, ascendendo gradualmente fino a ricongiungersi con la sua fonte primordiale: il Tao.
Ecco le cinque fasi di questo affascinante viaggio di ritorno all'Origine.
1. Dal Jing al Chi: Gettare le Fondamenta
"Cento giorni di fondazione": così viene spesso chiamata questa prima fase, un periodo dedicato a riparare e purificare il corpo fisico, colmando le lacune energetiche accumulate nella vita ordinaria. È il momento in cui si gettano le basi per l'intero percorso.
- La pratica: Il pilastro di questa fase è la disciplina, in particolare la conservazione dell'energia creativa. Nella tradizione taoista, la dispersione del Jing (l'essenza, legata anche ai fluidi riproduttivi) è considerata un ostacolo primario, in quanto impedisce l'accumulo di energia necessario per "accendere il fuoco" interiore e aprire i canali energetici.
- L'effetto: Sedendo in meditazione e coltivando il vuoto mentale, l'Essenza generativa (Jing) inizia spontaneamente a trasmutarsi in Energia Vitale (Qi). Questo Qi "rinfrescato" e purificato comincia a fluire, pulendo i meridiani e risvegliando il corpo energetico.
- I segnali: Il corpo fisico risponde con segni tangibili: diventa caldo, morbido e flessibile, "come quello di un neonato". Il respiro esterno rallenta a tal punto da sembrare quasi fermarsi, segno che sta subentrando la cosiddetta "respirazione embrionale" (Hsi), una respirazione interna e sottile che nutre l'essere a un livello più profondo.
2. Dal Qi allo Shen: La Gravidanza Spirituale
Con il corpo purificato e i canali energetici liberi, inizia la seconda fase, simbolicamente chiamata "Gravidanza di 10 mesi". Ora l'Energia Vitale (Qi) deve essere ulteriormente raffinata e condensata in Spirito (Shen), una consapevolezza luminosa e stabile.
- La pratica: Il lavoro si concentra sull'apertura completa del canale centrale (Chong Mai, l'equivalente taoista della Sushumna induista) e sul perfezionamento della "Piccola Circolazione Celeste", che armonizza i canali frontale (Ren Mai) e dorsale (Du Mai). Questo crea un circuito energetico completo e potentissimo.
- L'effetto: Il Qi, ormai abbondante e puro, satura ogni tessuto del corpo. Il bisogno di cibo solido diminuisce drasticamente e la mente, nutrita da questa energia raffinata, raggiunge uno stato di incrollabile stabilità e unificazione, noto come Samadhi, dove il pensiero discorsivo tace e subentra una pura percezione.
3. Dallo Shen al Vuoto: L'Allattamento del Bambino
La consapevolezza spirituale (Shen) è stata generata, ma è ancora fragile e legata al corpo fisico. Questa terza fase, della durata di circa tre anni, è chiamata "Allattamento del bambino" proprio per la cura e la vigilanza costante che richiede, per nutrire e far crescere questa nuova "entità" spirituale.
- La pratica: Il praticante impara gradualmente a distaccare la propria consapevolezza dai sensi e dall'identificazione con il corpo. Questo permette allo Shen di acquisire una propria autonomia e indipendenza.
- L'effetto: Con il consolidamento di questo distacco, si può giungere alla manifestazione dello Yin Shen, talvolta descritto come "corpo lunare" nella tradizione occidentale. Si tratta di una proiezione della mente, una sorta di doppio energetico invisibile, che può viaggiare e sperimentare indipendentemente dal corpo fisico, segnando un importante traguardo nel percorso.
4. Dal Vuoto al Tao: Fronteggiare il Muro
L'ultima grande prova prima della meta finale è forse la più difficile. Ispirata ai nove anni di meditazione di Bodhidharma davanti a un muro, questa fase è una purificazione totale e definitiva. Ora che anche lo Shen è stato trasceso, si dimora nel Vuoto.
- La pratica: È la fase della "Vera Pratica", dove si abita stabilmente nel Vuoto assoluto. Il lavoro consiste nell'eliminare le più sottili energie abitudinarie, i residui del karma e ogni minimo attaccamento, anche agli stati spirituali più elevati e beatifici. È il "fronteggiare il muro" della propria mente, fino a che ogni separazione non cade.
- L'effetto: Quando l'ego e i suoi residui si dissolvono completamente nel Vuoto, il corpo fisico e lo spirito si fondono in un'unità inscindibile. Questo porta alla possibile manifestazione del Yang Shen, un "corpo spirituale" tangibile e visibile, non più una semplice proiezione mentale, ma una forma dotata di poteri sovrannaturali e di una conoscenza diretta e onnicomprensiva della realtà.
5. La Rottura del Vuoto: Il Ritorno al Tao
Questo è l'ultimo stadio, il culmine del viaggio. L’essere, ormai puro spirito incarnato in un corpo fisico trasfigurato, compie il passo definitivo: "rompere il Vuoto per tornare al Tao".
- La realizzazione finale: In questo stadio, anche il concetto stesso di "Vuoto", che era stato il precedente punto di riferimento, viene superato e abbandonato. Il praticante realizza non solo l'unione, ma l'assoluta e non-duale unità con il Wuji – l'Assoluto senza forma, il potenziale infinito e indifferenziato che precede ogni manifestazione.
- Il risultato: Si raggiunge così lo stato di "Immortale" (Xian), l'equivalente taoista della Buddità completa. Non esiste più alcuna distinzione tra il sé individuale e il sostrato universale. L'essere è tornato alla sua natura originale, dimorando nella spontaneità totale del Tao, che è insieme origine e destino di ogni cosa.

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